Due paesi in uno
Ferentillo ha due rocche di qua e di là del Nera ed è diviso nei nuclei di Precetto e Matterella. Il “doppio borgo” è ai piedi di rilevi boscosi in uno dei punti più suggestivi della Valnerina che qui forma una stretta gola. Torri e mura merlate delle antiche rocche, scendono dai crinali dei monti Sant’Angelo e Gabbio. Precetto ha struttura medievale con scalinate e stradine. Nella cripta della chiesa di S. Stefano (XV sec.) il Museo delle Mummie. A Matterella c’è la collegiata di Santa Maria con affreschi di scuola di Raffaello e il rinascimentale palazzo Motholon già residenza dei Cybo signori del paese.
Tempo di visita minimo 30 minuti
Sentinelle sui monti
Tanti altri piccoli borghi, come sentinelle vigilano la valle dai monti circostanti. Ovunque resti di fortificazioni e piccole chiese che racchiudono interessanti testimonianze d’arte. Ampognano, Castellonalto, Castellone Basso, Colle Olivo, Colli, Gabbio, Leazzano, Le Mura, Lorino, Macchialunga, Macelletto, Macenano, Terria, Monterivoso, Nicciano, Sambucheto, San Mamiliano.
Da non perdere nei dintorni…
…curiosità, luoghi da scoprire e itinerari a tema
Le mummie di Ferentillo
Una straordinaria e inquietante sequenza di corpi mummificati rimasti intatti per le eccezionali condizioni chimiche e ambientali del terreno. Le “mummie” sono visibili a Ferentillo (Precetto) nella cripta della chiesa di Santo Stefano, utilizzata per secoli come cimitero. I corpi, riferibili alla prima metà dell’800, sono custoditi in teche di vetro:mostrano ancora pelle, denti, vestiti, capelli. Si riconoscono inoltre le fattezze del viso, o le cause dellamorte come nel caso di un impiccato o del campanaro caduto dall’alto.
Tempo di visita minimo 30 minuti
Il museo dei contadini
Il Museo della Civiltà Contadina di Monterivoso, vicino Ferentillo, è una finestra sul passato, un viaggio nel tempo. Il museo è ospitato in un antico mulino attivo già dal ‘600 e oggi recuperato. Vi sono esposti oltre 3000 attrezzi e strumenti di lavoro della civiltà preindustriale. Riguardano non solo la produzione olearia, ma anche la pesca, l’agricoltura, la caccia, il lavoro domestico.
Tempo di visita minimo 30 minuti
L’abbazia dei Longobardi, tra arte e misticismo
L’abbazia di San Pietro in Valle a pochi chilometri da Ferentillo, è inserita in uno splendido paesaggio. È consideratamonumento nazionale per l’enorme valore storico e artistico delle opere d’arte che racchiude. Fondata nell’VIII sec. dal duca di Spoleto Faroaldo II, è tra le più antiche dell’Umbria. La navata è affrescata con le “Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento”. Lungo le pareti e nell’abside vi sono sarcofagi romani e longobardi che, secondo la tradizione, conservano i corpi degli anacoreti Giovanni e Lazzaro e del duca Faroaldo. La “mensa” d’altare appartenuta alla primitiva chiesa longobarda, reca la firma del suo realizzatore “Ursus”, la prima nella storia dell’arte. Il chiostro è del XIII sec. Affianca la chiesa un bel campanile con inserti scultorei di diverse epoche.
Tempo di visita minimo 30 minuti
Venne eretta nel XV secolo sopra un altro edificio religioso poi divenuto la cripta della chiesa. All'interno si ammira un fonte battesimale e un affresco di met '500 di Jacopo Siculo avente per tema la "Nativit".
Straordinaria sequenza di corpi mummificati rimasti intatti per le eccezionali condizioni chimiche e ambientali del terreno. Di essi si riconoscono le fattezze del viso (il cinese) o le cause della morte (l?impiccato o il campanaro caduto dall?alto). Visibili nella cripta utilizzata per secoli come cimitero.
Arte, misticit, bellezza della natura: inserita nello splendido paesaggio della Valnerina, considerata monumento nazionale perch racchiude l'arte di diverse epoche (romana, longobarda, romanica). E' tra le pi antiche dell'Umbria. Notevoli il chiostro e il campanile. Fu fondata nell'VIII sec. dal duca di Spoleto Faroaldo II ritiratosi a vita eremitica sul luogo dove vissero alcuni anacoreti Giovanni e Lazzaro.
Un'affascinante finestra sul passato e sugli strumenti di lavoro e mestieri della civilt contadina inseriti in un antico mulino del XVII sec. con macchinari tuttora funzionanti. Si tratta di una straordinaria documentazione di oltre 3000 oggetti di uso quotidiano.
